sabato 10 aprile 2010
LE CIAMBELLE E I BUCHI
Questo blog muore qui, perché il suo scopo doveva essere terapeutico (Cfr.). Invece, anziché elminare scorie, ne ha prodotte fin troppe.
lunedì 5 aprile 2010
E 'STI CAZZI NUN CE LO METTI?
Novello Papafava è stato presidente della Rai dal 1961 al 1964. Interventista nel '15, legionario fiumano nel '19, litiga subito con D'Annunzio - che per altro era intimo di sua madre. All'avvento del fascismo si ritrova sulle posizioni di Giovanni Amendola. Ecco: queste cose le so perché stanno scritte nelle circa cinquecento pagine della tesi in corso di pubblicazione che sto correggendo. Si tratta senz'altro di una ricerca ben condotta, l'autrice ha incrociato una gran mole di fonti e non ha lesinato informazioni, ma l'italiano fa schifo e le note vanno tutte rifatte. Devo consegnare una prima uniformazione del testo entro giovedì pomeriggio, poi intorno al quindici mi mandano una versione cartacea su cui si fanno le correzioni a penna. Quella la devo consegnare entro il 25 aprile e allora mi pagano. Stamani sono andato a letto alle 7.22 (lo so con certezza, perché è l'ora dell'ultimo salvataggio) e insomma va così. Naturalmente ci sono lavori molto peggiori, ma state certi che vorrei starmene in spiaggia a leggere Tristam Shandy o Il circolo Pickwick.
Tutto questo per dire che nel mio blog scrivo della mia vita e delle mie opinioni.
Tutto questo per dire che nel mio blog scrivo della mia vita e delle mie opinioni.
domenica 4 aprile 2010
sabato 3 aprile 2010
CINQUE SCARSI DECENNI
Non sono affatto sicuro d'aver capito quali ragioni l'abbiano spinto fino in Libano, alla ricerca di Gero. E quanto gli debba esser costato, quanto abbia voluto quel viaggio, a cosa si volesse ricongiungere, quale narrazione stesse inseguendo. Nella trama dei miei ricordi a Gerardo spetta un ruolo marginale, non necessariamente bello - anche se un tempo eravamo amici. Quel tempo si estende poco oltre la quinta ginnasio e se pure quel tempo è stato più lungo, io a quel tempo ho poco da chiedere.
mercoledì 31 marzo 2010
GENOVA VISTA DA QUA
Ecco: io sono una persona mite e di carattere riflessivo, non mi arrabbio mai e nessuno può dire di avermi visto alzare la voce contro i miei interlocutori o le loro posizioni. Soltanto, spero che il mio capo - quello tra i miei capi che oggi ha vomitato le sue stronzate su Carlo Giuliani, Genova, i comunisti e quant'altro - un giorno capiti nel novero ristretto dei miei cinque - sei lettori e possa immaginare le fantasie che sto facendo riguardo alla sua morte violenta e dolorosa, individuo schifoso e ignorante: ideologico manco sa cosa voglia dire, ma intanto lo dice.
martedì 30 marzo 2010
PETROLIO
Sta diventando sempre più grossa questa storia del capitolo scomparso di Petrolio, l'ultimo romanzo di Pasolini. Dopo manifesto e Corriere della Sera, ho visto che ne parla anche il sito de L'espresso. Sono indeciso se sperare che la cosa dilaghi a tal punto da destare anche l'attenzione di repubblica, oppure augurarmi il contrario - che cioè continui ad essere trattata come una faccenda seria e importante.
lunedì 29 marzo 2010
ELETTORI ELETTRICI ELETTRAUTO
L'ultima volta per votare ho preso un treno, affrontato un viaggio di tredici ore, fatto il segno della croce su una falce e martello. Poi sono andato da qualche parte, che ora non ricordo, a vedere la televisione. La sera dopo, ho incontrato Francesco Borselli, che mi ha chiesto: "ma tu non stavi a Parigi?". Gli risposto: "son tornato per votare" e mi son sentito proprio scemo. Però se fossi residente nel Lazio, credo che mi girerebbero abbondantemente le palle - o a Venezia nel vedere Brunetta sindaco. Da queste parti, ci hanno già dato Zaia, che non è il peggio del peggio, perché quello è Tosi, il sindaco della città in cui vivo.
sabato 27 marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
IL VERO COME MOMENTO DEL FALSO
Come al solito, non è facile aggiungere un commento alla vignetta di Vauro. Se - però - il titolare del Ministero per la Semplificazione organizza in una caserma dei pompieri la sua bella cerimonia catodica per dar fuoco a 375.000 leggi definite inutili, un pensierino a Bradbury, Orwell e, di rimando, Debord in automatico qualcuno l'avrà fatto. Che si trattasse di un volontario omaggio a tanta letteratura, è da escludersi - visto il livello culturale del personaggio. Ciò, del resto, conferma una volta di più la finezza di tali visioni.
martedì 23 marzo 2010
LA VITA AGRA
Inevitabile l'omaggio al gran romanzo di Bianciardi - recentemente scoperto - dopo il colloquio di stamani con il direttore delle Edizioni Cierre. Quest'ultimo, individuo dall'apparenza umbratile e taciturna, mi ha affidato un lavoro di correzione bozze da consegnare entro il 20 di aprile, pagato 4 euri a cartella per un totale di 500 cartelle circa. Su per giù fanno 2000 euri, da cui si deve sottrarre il 20% dell'Iva e sono 1600. Poi ci sono gli articoli che scrivo per Noema, e sono 60 euri lordi a pezzo, che al netto fanno 48, per un parziale di sei articoli - il conto è difficile perché non è chiarissimo con che regolarità farsi pagare. Rimane l'incognita della traduzione per POCCIO, in primo luogo perché sto un po' scialando sui tempi di consegna e poi perché bisogna vedere se i paragrafi di prova che sto per consegnare piaceranno al revisore da cui dipendono le mie sorti. Bisognerà organizzare bene il tempo: concentrare il lavoro giornalistico in alcuni giorni della settimana, o in alcune ore della giornata e poi dividere il lavoro di traduzione da quello di correzione bozze (per il primo bisogna ancora vedere come va, ma è un lavoro che richiede una certa freschezza e si è visto che non va fatto dopo cena; per il secondo è certo che un bel po' di tempo ci vuole, dato che sono venti pagine al giorno, ma è anche vero che lo possiamo dividere tra me ed Emily).
domenica 21 marzo 2010
FAQ
Con una piccola dose di fortuna, al costo di 12, 60 euri in tre ore e mezza si arriva a Verona Porta Nuova partendo da Firenze Santa Maria Novella. Si cambia a Prato Centrale e poi a Bologna Centrale, dove si arriva al primo binario piazzale ovest (venendo da Firenze) e si sale al primo binario piazzale est. Il viaggio può essere molto piacevole, soprattutto nella tratta appenninica Prato-Bologna; è comunque preferibile al tragitto, più costoso, in eurostar per comodità dei vagoni e fauna umana.
informazioni non richieste a beneficio dei miei amici fiorentini.
informazioni non richieste a beneficio dei miei amici fiorentini.
sabato 20 marzo 2010
BRESAOLA
copy and paste:
Il glorioso Genoa è la più antica squadra italiana di cricket, ma ottenne straordinari risultati anche nel football: ad esempio nel 1898 vinse 9 scudetti in 9 settimane e mezzo incontrando in finale nell’ordine: I Vigili urbani di Zoagli, la 5^ B della scuola elementare DeAmicis di Sestri Ponente, il Dopolavoro ferroviario di Cairo Montenotte, gli Amici del clarinetto di Rapallo, i Balilla di Portoria, il Petacchi fan club di La Spezia, i Bracconieri del Bracco, la Waterpolo Pro Recco, le Zoccole di Via del Campo. Lo squadrone rossoblu era appunto stato fondato nel gennaio dello stesso anno da dieci nullafacenti inglesi e uno svizzero irritati per la temporanea chiusura dei bordelli di Via Prè (formazione tipo dei nove scudetti: Mc Belin; Lanterna, Gabibb I, Bagash II, Bacic (serbo naturalizzato inglese), Bagash III; Carrugi (detto Cavallopazzo), Seghepenson, Gabibb II, Panzoetti (svizzero dell’Engadina), Bagash I.). Il 14-0 inflitto alla 5^b passò alla storia come il Pesto alla genovese e segnò l’inizio della leggenda genoana, interrotta però l’anno seguente dall’avvento di club potentissimi come la Novese e il Casale che – come ricorda Tiziano Barretti Bondini nel suo “Storia del Genoa e altre amenità” (816 volumi) – disponevano di un budget esorbitante e galattico (oltre 50 polli e 30 sculli). Il Genoa visse perciò un periodo di leggero appannamento durato poco meno di un secolo fin quando la cordata Willy Wonka- Mangiafuoco-Mattel non riportò lo squadrone rossoblu agli antichi splendori. Artefici primi della rinascita furono certamente il trainer fantasmatico Casperini e il rappresentativo capitano, il geom. Mario Rossi: grazie a loro il Genoa cricket and football club arrivò a sfiorare la Cempionlì, sottrattagli dal morso mortifero del principe Dràcoca. Ma ora, grazie alla presenza esorcistica di Amelia lastregacheammalia, nuovi radiosi orizzonti si aprono, almeno fino alle 18...
Il glorioso Genoa è la più antica squadra italiana di cricket, ma ottenne straordinari risultati anche nel football: ad esempio nel 1898 vinse 9 scudetti in 9 settimane e mezzo incontrando in finale nell’ordine: I Vigili urbani di Zoagli, la 5^ B della scuola elementare DeAmicis di Sestri Ponente, il Dopolavoro ferroviario di Cairo Montenotte, gli Amici del clarinetto di Rapallo, i Balilla di Portoria, il Petacchi fan club di La Spezia, i Bracconieri del Bracco, la Waterpolo Pro Recco, le Zoccole di Via del Campo. Lo squadrone rossoblu era appunto stato fondato nel gennaio dello stesso anno da dieci nullafacenti inglesi e uno svizzero irritati per la temporanea chiusura dei bordelli di Via Prè (formazione tipo dei nove scudetti: Mc Belin; Lanterna, Gabibb I, Bagash II, Bacic (serbo naturalizzato inglese), Bagash III; Carrugi (detto Cavallopazzo), Seghepenson, Gabibb II, Panzoetti (svizzero dell’Engadina), Bagash I.). Il 14-0 inflitto alla 5^b passò alla storia come il Pesto alla genovese e segnò l’inizio della leggenda genoana, interrotta però l’anno seguente dall’avvento di club potentissimi come la Novese e il Casale che – come ricorda Tiziano Barretti Bondini nel suo “Storia del Genoa e altre amenità” (816 volumi) – disponevano di un budget esorbitante e galattico (oltre 50 polli e 30 sculli). Il Genoa visse perciò un periodo di leggero appannamento durato poco meno di un secolo fin quando la cordata Willy Wonka- Mangiafuoco-Mattel non riportò lo squadrone rossoblu agli antichi splendori. Artefici primi della rinascita furono certamente il trainer fantasmatico Casperini e il rappresentativo capitano, il geom. Mario Rossi: grazie a loro il Genoa cricket and football club arrivò a sfiorare la Cempionlì, sottrattagli dal morso mortifero del principe Dràcoca. Ma ora, grazie alla presenza esorcistica di Amelia lastregacheammalia, nuovi radiosi orizzonti si aprono, almeno fino alle 18...
giovedì 18 marzo 2010
RICOVERI
Carlo è stato cautelarmente ricoverato in ospedale, perché affetto da una forma di bronchite che colpisce i neonati, chiamata bronchiolite. Non sembra una cosa molto grave, ma viene costantemente monitorato da una macchina che ne misura pressione cardiaca e saturazione dell'ossigeno. Ha passato lì le ultime due notti, con a fianco Emily.
VINICIO CAPOSSELA
Artista affermato, malato di egotismo, autore di libri orrendi pubblicati dalle principali case editrici italiane, scrive canzoni molto apprezzate da quel pubblico di centrosinistra che normalmente legge repubblica.
giovedì 11 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
PREVISIONI DEL TEMPO
Prevedo che tra ventiquattro ore sarò incazzato, amareggiato e deluso. Lo scrivo ora per scaramanzia. Su altre cose, molto importanti, mi dilungherò prossimamente.
domenica 28 febbraio 2010
FIRENZE
Non rapido giro di parenti, in questi giorni. In realtà i parenti che più avrei desiderato vedere - a parte la nonna, naturalmente - si sono fatti desiderare. Non gli puoi dire niente: ognuno ha la sua vita ed è giusto che sia così. Sono molto stanco della schiera familiare; spero la prossima volta di poter tornare a Firenze e piazzarmi a casa di Manetti, o da Giggi, anziché mediare tra le mie esigenze, abitudini, stranezze e quelle di mia madre. Già è faticoso il confronto con un cervello sessantenne, ma nel caso di un parente stretto che pretende di imporre la sua ospitalità, la cosa diventa uno sforzo improbo. Ovviamente non se ne parla: si tace, per rispetto, perché di ciò di cui non si deve parlare si deve tacere, ed allora l'insofferenza tracima più tardi, a pranzo - in discussioni che nel ridicolo trovano la loro forza. Povero Carletto, toccherà anche a lui.
(Fabrizio Miccoli segna un gol clamoroso in casa della juve e lo dedica agli operai di Termini Imerese. Sono contento di aver visto la Domenica Sportiva. )
(Fabrizio Miccoli segna un gol clamoroso in casa della juve e lo dedica agli operai di Termini Imerese. Sono contento di aver visto la Domenica Sportiva. )
sabato 20 febbraio 2010
IL MIO DUBBIO NON HA NULLA DI CARTESIANO.
E quindi la Marti fa una tesi su una grande questione che sta in Gramsci, direi anzi sul problema principale di Gramsci - che è problema di molti altri, ma va a finire che io a quello ho pensato - insomma una tesi su cultura popolare e cultura della nazione. Mi sfugge perché del vecchio ricciolone non abbia voluto fare il nome mentre mi illustrava il suo progetto nel dettaglio: è difficile capire quali percorsi di autocensura si impongano nei propri interlocutori. In questo caso non capisco se lei non abbia immaginato delle ovvietà o se io non le sia parso adeguato alla conversazione - dove e perché si sia inceppato il logico scorrere del discorso. La difficoltà aumenta quando gli incontri sono sporadici e fugaci, e così sfumano le conoscenze - è anche il caso di quel tizio intellettuale romano che vive a Parigi e non si fa mai sentire, non risponde alle mail e di sicuro non legge il blog del dottor Nenciozza, collezionista e storico - come Eduard Fuchs
giovedì 18 febbraio 2010
UVEITE
Par che sia cosa più pericolosa del previsto, la mia uveite - le cui conseguenze potrebbero addensare un nuovo significato al nome del mio blog.
martedì 16 febbraio 2010
(IN)SANA COSTITUZIONE
Dunque, svelato il mistero: sono affetto da uveite, vocabolo fino a ieri sconosciuto, riguardo al quale ora, naturalmente, so tutto (gli ignoranti potranno farsi un'idea qui:
http://www.oculistica.info/Box/uveite.htm , ammesso che interessi). Sembra una cosa piuttosto rognosa, almeno a giudicare dal tono di voce con cui l'0culista che mi ha visitato ieri e che mi visiterà anche oggi pomeriggio, mi ha prescritto altre analisi.
Carlo in compenso sta bene.
http://www.oculistica.info/Box/uveite.htm , ammesso che interessi). Sembra una cosa piuttosto rognosa, almeno a giudicare dal tono di voce con cui l'0culista che mi ha visitato ieri e che mi visiterà anche oggi pomeriggio, mi ha prescritto altre analisi.
Carlo in compenso sta bene.
domenica 14 febbraio 2010
PER QUANDO E' TARDI
Da quando siamo tornati a casa verso le sette, Carlo sta male. Piange, urla, si dimena. Ogni tanto si calma, vinto dalla stanchezza dorme. Ma l'illusione dura poco: di nuovo si sveglia e urla, si dimena, piange. Abbiamo ballato, io e lui, ma non gli deve esser parso gran che. Non aveva mai fatto come stasera e questo un po' mi spaventa.
WORK OUT

Sono io quello che cerca, [...] sono stato io.
Ma perché? Erano suoi amici, che cosa Le avevano fatto?
Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono le coppie felici. Io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli. Però non li seguo più quando fanno quegli errori così stupidi. Cominciano a dirsi le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme. Però è troppo tardi, perché ormai sono feriti... e cattivi... e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare. Come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati; erano quel tipo di scarpa e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro: le cose non sono più nette.
No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
Sì, gli amici non possono comportarsi così.
Perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo. E quando scelgo, è per sempre.
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sabato 13 febbraio 2010
SOGNI D'ORO
Freud era un vecchio represso, morboso nei confronti della figlia e della madre, per di più doveva essere talmente egocentrico da render difficile condividere con lui lo spazio di una stanza di dimensioni normali. Soltanto così, e con una fissazione onanistica sulla propria sessualità, si può capire come sia giunto a formulare quella elefantiaca stronzata cui ha dato il nome di <Dico questo perché è una constatazione banale ed autoevidente quella che ci porta a dire che siamo noi maschietti (se mai) ad invidiare la forza generatrice delle donne, l'unica forza primitiva e primordiale. Da quest'invidia, la sopraffazione nei rapporti di genere e l'ansia accumulativa e compensatoria di potere, di gloria, di conquista. Da lì, le religioni monoteiste, che fondano il loro potere sulla definizione di immaginari sessuofobi, maschilisti e repressivi. Come per altro credo dicesse Benigni, quando era ancora una persona degna di stima.
martedì 9 febbraio 2010
UN'ASTUTA BUGIA
Approssimativamente, gli atei si dividono in due categorie: i primi, che per particolari condizioni ambientali o fortunati incastri esistenziali, riescono serenamente a muoversi in questa società, forti delle proprie convinzioni metafisiche, come se le guerre di religione in atto non li toccassero, ed i secondi, che invece dalle guerre di religione si fanno risucchiare e ad ogni angolo di strada montano una barricata per difendersi dagli attacchi delle religioni più militarizzate ed aggressive, come quella cattolica in Italia. Io non ricordo se ho mai appartenuto alla prima categoria, se cioè mi sono per qualche tempo considerato al di sopra di tali faccende o sottratto a discussioni sull'ESISTENZA DI DIO, ma è certo che da molto tempo patiamo un'offensiva su questi argomenti, volta a rafforzare quel potere di controllo che la chiesa applica globalmente alla popolazione, alla vita e ai viventi - e allora sono il primo a montare polemiche e lanciare bottiglie incendiarie contro sbirri crociati in divisa antisommossa annidati ovunque. Intanto è evidente che quando scoppia una guerra non si può andare molto per il sottile. Per di più, questa è una guerra ai civili, ove non si fanno prigionieri.
Nel frattempo, mi hanno ripetuto che <dio è amore>, e può pure darsi che sia così - se qualcuno ci crede - ma significa ben poco, poiché esiston molti modi di amare che non hanno bisogno di esercitare forme di biopotere. Io per altro, capisco che mi si possano muovere diverse obiezioni, con un sorriso canzonatorio - come a dire: ma guarda in cosa si perde questo qui. Capisco, ma soprattutto invidio quelli che non hanno bisogno di difendersi ogni giorno, ad ogni crocicchio, come se fosse l'ultima volta.
Nel frattempo, mi hanno ripetuto che <
sabato 6 febbraio 2010
ARINOEMA
Il tizio di ieri - dico: il mio futuro capo - sembra rispondere all'immagine di quello che comunemente si dice un personaggio squallido. Ha esordito dicendo che il giornalismo è un lavoro per uomini duri, con le palle (testuale), in cui capita di tutto eccetera. Ed ho trovato fastidioso quell'uso insistito del plurale della parola cazzo: questi sono cazzi tuoi, non ti dico di indovinare i cazzi miei, stai tranquillo che imparerai a conoscere i cazzi altrui... Io non ambisco a diventare giornalista, e per quanto mi riguarda quando parlo di editoria generalmente faccio riferimento alla gente che pubblica i libri, non le riviste e i giornaletti di provincia, ma si ritorna sempre al punto di partenza: che io qui difficilmente trovo di meglio - almeno fino ai prossimi concorsi - e che se POCCIO non mi chiama per dirmi che si può lavorare a quella traduzione, o me ne resto su questo divano a leggere Bianciardi, oppure provo a scrivere per conto di questi.
Nel frattempo Carletto si è risvegliato ed Emily mi rinfaccia che ho il sonno pesante e la notte non mi alzo.
Nel frattempo Carletto si è risvegliato ed Emily mi rinfaccia che ho il sonno pesante e la notte non mi alzo.
venerdì 5 febbraio 2010
NOEMA
Per Aristotele è "noema" l'oggetto dell'intuizione intellettiva; per me, invece, è una possibile - ambigua - fonte di reddito
E infatti pensavo di scrivere una cosa sulle abilità che ho sviluppato da quando è nato Carlo: ad esempio, riesco a tenere il bambino su un braccio e con la mano libera gioco a <Risiko!>, oppure ho imparato a tenerlo sulle gambe, con la testa appoggiata al mio avambraccio sinistro, in modo da scrivere liberamente al computer. Ma oggi pomeriggio sono andato ad un colloquio di lavoro, dove mi hanno proposto di fare il collaboratore esterno per una redazione di servizi editoriali (ho accettato) ed allora mi hanno dato alcune copie delle loro pubblicazioni perché io le studi. Si spazia dalle pubblicazioni di carattere regionale, tipo riscopriamo le tradizioni del veneto, a cose più strane come una roba commissionata dalla Federazione Italiana Rugby, ad una rivista di geopolitica chiamata Theorema, su cui ho letto un articolo - a dir poco stomachevole - firmato da Valerio Morucci, ex membro delle Brigate Rosse, attualmente frequentatore di Casa Pound.
Naturalmente lavorare per questa gente mi crea diverse perplessità, e spero proprio che non mi venga chiesto di scrivere articoli di contenuto o significato politico. In quel caso non saprei come comportarmi, ma per quanto riguarda tutto il resto non credo che si tratti di altro che un comunissimo lavoro a cottimo.
E infatti pensavo di scrivere una cosa sulle abilità che ho sviluppato da quando è nato Carlo: ad esempio, riesco a tenere il bambino su un braccio e con la mano libera gioco a <
Naturalmente lavorare per questa gente mi crea diverse perplessità, e spero proprio che non mi venga chiesto di scrivere articoli di contenuto o significato politico. In quel caso non saprei come comportarmi, ma per quanto riguarda tutto il resto non credo che si tratti di altro che un comunissimo lavoro a cottimo.
lunedì 1 febbraio 2010
L'UMILE CRONISTA

Oggi ho rivisto Poccio, che ogni tanto capita a Verona per via del dottorato (eccetera eccetera). Abbiamo parlato di un po' di cose: soprattutto mi ha raccontato del suo viaggio in India e di quello che ha fatto alcuni anni dopo in Cina con la stessa gente. Io allora ho pensato che sarebbe una roba superlativa riuscire ad organizzare una spedizione analoga con i miei amici e visitare quei posti, ma poco dopo aver partorito l'idea mi sono reso conto di aver prodotto soltanto una modesta utopia. Lasciamoli stare Los Tamarros: ormai hanno autonomia di volo per sole 72 ore. Io poi, che dovrei lasciare a casa Emily e il pupo, sono il meno credibile.
domenica 31 gennaio 2010
OTTO E MEZZO
Un amico mi ha oggi rimproverato perché non aggiorno più il mio blog, cioè a dire che ho almeno UN lettore abituale, e questo fa di me un blogger a tutti gli effetti. In merito alla critica potrei rispondere che sto preparando quel post che manca da molto tempo, con tutti i riferimenti e le spiegazioni sulla società veronese, la morale cattolica e criptofascista che vi regna eccetera eccetera, ma che il post non mi viene bene e allora faccio come Mastroianni in Otto e mezzo: rinuncio al film e mi nascondo sotto al tavolo. Sarei in effetti tentato di scriver così, ma non sono poi così sicuro che si tratti di questo ed allora - in attesa di capire - ecco che cerco di cavarmela con una foto di Carletto e del suo babbo.
sabato 23 gennaio 2010
ER PATATA IL CENSORE
Per esperienza diretta posso giurare sull'esistenza di una schiera molto nutrita di persone convinte che NON SI DEBBA, IN PRESENZA DI BAMBINI, USARE CERTE PAROLE: le così dette parolacce. Immagino anche file di autori, dai nomi improbabili e rassicuranti, ingrassati pontificando pagine e pagine sul'argomento. Ecco, io non sono d'accordo: in primo luogo, perché di solito le parole innominabili si riferiscono a parti del corpo umano cui siamo tutti molto affezionati, o al più nobile dei suoi escrementi (cui persino il più celebre lettore di Dante ha dedicato una bella canzone), quindi non si capisce la logica discriminante se non accettando robe tipo che solo l'anima si può salvare e sul corpo grava lo stigma della dannazione; e poi non mi convincerò mai che l'autocensura sia un valore da insegnare ai figli. Posso capire che si ceda alla censura: in quei casi agiscono manifesti scontri tra forze ove il più debole viene sconfitto, ma qui, insomma, è diverso: si insegna a parlare e si educa a pensare e allora io sono certo che senza pudori di questo tipo un bambino potrebbe velocemente capire di quali parole ed espressioni diffidare, tra cazzo e transustanziazione, per esempio (o tra merda e risorse umane).
giovedì 21 gennaio 2010
JOHN LENNON
Quando avevo sedici anni partecipavo con una certa assiduità alle riunioni di una roba egemonizzata da Rifondazione Comunista che si chiamava "Rete dei collettivi studenteschi". Avevo i capelli lunghi, le basette e mi vestivo in modo diciamo "pittoresco". Citavo a memoria frasi di John Lennon e Paul McCartney e tutti ridevano di me. Poi - con l'inutile sostegno del collettivo politico della mia scuola - ho organizzato un cineforum su Stanley Kubrick, cercando talvolta di stimolare il dibattito. E tutti ridevano di me. Non che me ne accorgessi e continuavo le mie storie: all'epoca c'erano quei governi di Centro Sinistra molto importanti che hanno aperto il campo a diverse nefandezze, oltre che - naturalmente - bombardare Belgrado. Io sì, certamente, scendevo in piazza ad urlare la nostra contrarietà a quelle cose, ma per un bel pò fui molto occupato dalla ragazza con cui m'ero stabilmente messo e l'intensità del mio impegno diminuì non poco. Per giustificare, o anzi per rivendicare quella cosa a lungo ho ripetuto, canticchiato e scritto sui muri del Liceo Galileo di Firenze una frasettina che ora spesso mi torna in mente e dice: Life is what happens to you while you're busy making other plans
HORNKONZERT
C'è questa storia che le madri in cinta, ed i neonati a maggior ragione, dovrebbero ascoltare Mozart - che poi i marmocchi crescono intelligenti. Magari tra qualche anno i medici cambieranno compositore e ci diranno che Mozart fa male e bisogna ascoltare Jimi Hendrix (ed allora tutti si danneranno per le ore perse). A me sta pure bene, Mozart: mi piace e l'ho spesso ascoltato, ne conosco la produzione principale e tutto. Però non capisco perché in casa mia da dieci giorni debba girare a randa lo stesso disco della Deutsche Grammophon!
Oggi Carlo è buono: dopo la notte di guerra che ci ha fatto passare dovrebbe pure avere il coraggio.
Oggi Carlo è buono: dopo la notte di guerra che ci ha fatto passare dovrebbe pure avere il coraggio.
mercoledì 20 gennaio 2010
MISCELLANEA
1) Carlo ha la diarrea.
2) Mio padre è un vecchio stalinista di destra. Col mito di Togliatti, per giunta. Odia essere contraddetto, non tollera le diversità e quando ero piccolo mi portava sempre a vedere film insulsi, americani per lo più, con personaggi giovanili e donnone discinite.
3) Hegelianamente, i blog stanno diventando la preghiera mattutina dell'uomo moderno.
4) In questa terra dove ora vivo il razzismo non è certamente un elemento strisciante, ma una componente insorta al centro dell'immaginario diffuso -
2) Mio padre è un vecchio stalinista di destra. Col mito di Togliatti, per giunta. Odia essere contraddetto, non tollera le diversità e quando ero piccolo mi portava sempre a vedere film insulsi, americani per lo più, con personaggi giovanili e donnone discinite.
3) Hegelianamente, i blog stanno diventando la preghiera mattutina dell'uomo moderno.
4) In questa terra dove ora vivo il razzismo non è certamente un elemento strisciante, ma una componente insorta al centro dell'immaginario diffuso -
lunedì 18 gennaio 2010
UEEEEEEEE!
Tornati a casa: il pupo ha frignato, ma ora dorme. Mentre andavo in autobus da Emily e più tardi al bar dell'ospedale, ho pensato alcune cose (intelligenti) sul Nord Est, ma il mio manuale di antropologia culturale sta rinchiuso in uno scatolone a Calenzano e soprattutto è passato troppo tempo dall'ultimo contatto con gli autoctoni. Certe cose so scriverle solo a caldo. Magari quando sono più riposato scrivo un post più articolato e con tanto di video tratto da youtube
sabato 16 gennaio 2010
FULL OF LIFE
Venerdì alle 16.17 è nato mio figlio. Alla nascita pesava tre chili e duecentosettanta grammi ed era alto cinquantun centimetri. Ha la carnagione chiara e probabilmente i capelli saranno biondi, come del resto sono quelli della madre. Mentre scrivo spero che stiano dormendo - il pupo ed Emily - nelle stanze dell'ospedale dove si trovano. Io sono a casa, in questa che da un mese ad oggi è la mia casa, a Verona in Vicolo San Pietro in Monastero, 4. Ho pranzato e passato metà giornata con gli amici in visita da Firenze. Montano le angosce: soprattutto mi inquietano le dosi massicce di buona volontà e il grande amore con cui i miei genitori hanno saputo condire - in simmetrica autonomia - sommi disastri, fraintendimenti e incomprensioni cui nessuno ha mai posto riparo. In effetti, non si capisce perché dovrei far diversamente, io che ancora mi rigiro tra le mani quella roba, quasi fosse la mia placenta (dico: tanto per restare in tema). Inauguro allora questo blog, perché una pratica psicoanalitica è troppo costosa, ma di una terapia ho certamente bisogno.
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