domenica 28 febbraio 2010

FIRENZE

Non rapido giro di parenti, in questi giorni. In realtà i parenti che più avrei desiderato vedere - a parte la nonna, naturalmente - si sono fatti desiderare. Non gli puoi dire niente: ognuno ha la sua vita ed è giusto che sia così. Sono molto stanco della schiera familiare; spero la prossima volta di poter tornare a Firenze e piazzarmi a casa di Manetti, o da Giggi, anziché mediare tra le mie esigenze, abitudini, stranezze e quelle di mia madre. Già è faticoso il confronto con un cervello sessantenne, ma nel caso di un parente stretto che pretende di imporre la sua ospitalità, la cosa diventa uno sforzo improbo. Ovviamente non se ne parla: si tace, per rispetto, perché di ciò di cui non si deve parlare si deve tacere, ed allora l'insofferenza tracima più tardi, a pranzo - in discussioni che nel ridicolo trovano la loro forza. Povero Carletto, toccherà anche a lui.

(Fabrizio Miccoli segna un gol clamoroso in casa della juve e lo dedica agli operai di Termini Imerese. Sono contento di aver visto la Domenica Sportiva. )

sabato 20 febbraio 2010

IL MIO DUBBIO NON HA NULLA DI CARTESIANO.

E quindi la Marti fa una tesi su una grande questione che sta in Gramsci, direi anzi sul problema principale di Gramsci - che è problema di molti altri, ma va a finire che io a quello ho pensato - insomma una tesi su cultura popolare e cultura della nazione. Mi sfugge perché del vecchio ricciolone non abbia voluto fare il nome mentre mi illustrava il suo progetto nel dettaglio: è difficile capire quali percorsi di autocensura si impongano nei propri interlocutori. In questo caso non capisco se lei non abbia immaginato delle ovvietà o se io non le sia parso adeguato alla conversazione - dove e perché si sia inceppato il logico scorrere del discorso. La difficoltà aumenta quando gli incontri sono sporadici e fugaci, e così sfumano le conoscenze - è anche il caso di quel tizio intellettuale romano che vive a Parigi e non si fa mai sentire, non risponde alle mail e di sicuro non legge il blog del dottor Nenciozza, collezionista e storico - come Eduard Fuchs

giovedì 18 febbraio 2010

UVEITE

Par che sia cosa più pericolosa del previsto, la mia uveite - le cui conseguenze potrebbero addensare un nuovo significato al nome del mio blog.

martedì 16 febbraio 2010

(IN)SANA COSTITUZIONE

Dunque, svelato il mistero: sono affetto da uveite, vocabolo fino a ieri sconosciuto, riguardo al quale ora, naturalmente, so tutto (gli ignoranti potranno farsi un'idea qui:
http://www.oculistica.info/Box/uveite.htm , ammesso che interessi). Sembra una cosa piuttosto rognosa, almeno a giudicare dal tono di voce con cui l'0culista che mi ha visitato ieri e che mi visiterà anche oggi pomeriggio, mi ha prescritto altre analisi.
Carlo in compenso sta bene.

domenica 14 febbraio 2010

PER QUANDO E' TARDI

Da quando siamo tornati a casa verso le sette, Carlo sta male. Piange, urla, si dimena. Ogni tanto si calma, vinto dalla stanchezza dorme. Ma l'illusione dura poco: di nuovo si sveglia e urla, si dimena, piange. Abbiamo ballato, io e lui, ma non gli deve esser parso gran che. Non aveva mai fatto come stasera e questo un po' mi spaventa.

WORK OUT


Sono io quello che cerca, [...] sono stato io.
Ma perché? Erano suoi amici, che cosa Le avevano fatto?
Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono le coppie felici. Io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli. Però non li seguo più quando fanno quegli errori così stupidi. Cominciano a dirsi le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme. Però è troppo tardi, perché ormai sono feriti... e cattivi... e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare. Come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati; erano quel tipo di scarpa e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro: le cose non sono più nette.
No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
Sì, gli amici non possono comportarsi così.
Perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo. E quando scelgo, è per sempre.



sabato 13 febbraio 2010

SOGNI D'ORO

Freud era un vecchio represso, morboso nei confronti della figlia e della madre, per di più doveva essere talmente egocentrico da render difficile condividere con lui lo spazio di una stanza di dimensioni normali. Soltanto così, e con una fissazione onanistica sulla propria sessualità, si può capire come sia giunto a formulare quella elefantiaca stronzata cui ha dato il nome di <invidia del pene> .

Dico questo perché è una constatazione banale ed autoevidente quella che ci porta a dire che siamo noi maschietti (se mai) ad invidiare la forza generatrice delle donne, l'unica forza primitiva e primordiale. Da quest'invidia, la sopraffazione nei rapporti di genere e l'ansia accumulativa e compensatoria di potere, di gloria, di conquista. Da lì, le religioni monoteiste, che fondano il loro potere sulla definizione di immaginari sessuofobi, maschilisti e repressivi. Come per altro credo dicesse Benigni, quando era ancora una persona degna di stima.

martedì 9 febbraio 2010

UN'ASTUTA BUGIA

Approssimativamente, gli atei si dividono in due categorie: i primi, che per particolari condizioni ambientali o fortunati incastri esistenziali, riescono serenamente a muoversi in questa società, forti delle proprie convinzioni metafisiche, come se le guerre di religione in atto non li toccassero, ed i secondi, che invece dalle guerre di religione si fanno risucchiare e ad ogni angolo di strada montano una barricata per difendersi dagli attacchi delle religioni più militarizzate ed aggressive, come quella cattolica in Italia. Io non ricordo se ho mai appartenuto alla prima categoria, se cioè mi sono per qualche tempo considerato al di sopra di tali faccende o sottratto a discussioni sull'ESISTENZA DI DIO, ma è certo che da molto tempo patiamo un'offensiva su questi argomenti, volta a rafforzare quel potere di controllo che la chiesa applica globalmente alla popolazione, alla vita e ai viventi - e allora sono il primo a montare polemiche e lanciare bottiglie incendiarie contro sbirri crociati in divisa antisommossa annidati ovunque. Intanto è evidente che quando scoppia una guerra non si può andare molto per il sottile. Per di più, questa è una guerra ai civili, ove non si fanno prigionieri.

Nel frattempo, mi hanno ripetuto che <dio è amore>, e può pure darsi che sia così - se qualcuno ci crede - ma significa ben poco, poiché esiston molti modi di amare che non hanno bisogno di esercitare forme di biopotere. Io per altro, capisco che mi si possano muovere diverse obiezioni, con un sorriso canzonatorio - come a dire: ma guarda in cosa si perde questo qui. Capisco, ma soprattutto invidio quelli che non hanno bisogno di difendersi ogni giorno, ad ogni crocicchio, come se fosse l'ultima volta.

sabato 6 febbraio 2010

ARINOEMA

Il tizio di ieri - dico: il mio futuro capo - sembra rispondere all'immagine di quello che comunemente si dice un personaggio squallido. Ha esordito dicendo che il giornalismo è un lavoro per uomini duri, con le palle (testuale), in cui capita di tutto eccetera. Ed ho trovato fastidioso quell'uso insistito del plurale della parola cazzo: questi sono cazzi tuoi, non ti dico di indovinare i cazzi miei, stai tranquillo che imparerai a conoscere i cazzi altrui... Io non ambisco a diventare giornalista, e per quanto mi riguarda quando parlo di editoria generalmente faccio riferimento alla gente che pubblica i libri, non le riviste e i giornaletti di provincia, ma si ritorna sempre al punto di partenza: che io qui difficilmente trovo di meglio - almeno fino ai prossimi concorsi - e che se POCCIO non mi chiama per dirmi che si può lavorare a quella traduzione, o me ne resto su questo divano a leggere Bianciardi, oppure provo a scrivere per conto di questi.

Nel frattempo Carletto si è risvegliato ed Emily mi rinfaccia che ho il sonno pesante e la notte non mi alzo.

venerdì 5 febbraio 2010

NOEMA

Per Aristotele è "noema" l'oggetto dell'intuizione intellettiva; per me, invece, è una possibile - ambigua - fonte di reddito


E infatti pensavo di scrivere una cosa sulle abilità che ho sviluppato da quando è nato Carlo: ad esempio, riesco a tenere il bambino su un braccio e con la mano libera gioco a <Risiko!>, oppure ho imparato a tenerlo sulle gambe, con la testa appoggiata al mio avambraccio sinistro, in modo da scrivere liberamente al computer. Ma oggi pomeriggio sono andato ad un colloquio di lavoro, dove mi hanno proposto di fare il collaboratore esterno per una redazione di servizi editoriali (ho accettato) ed allora mi hanno dato alcune copie delle loro pubblicazioni perché io le studi. Si spazia dalle pubblicazioni di carattere regionale, tipo riscopriamo le tradizioni del veneto, a cose più strane come una roba commissionata dalla Federazione Italiana Rugby, ad una rivista di geopolitica chiamata Theorema, su cui ho letto un articolo - a dir poco stomachevole - firmato da Valerio Morucci, ex membro delle Brigate Rosse, attualmente frequentatore di Casa Pound.

Naturalmente lavorare per questa gente mi crea diverse perplessità, e spero proprio che non mi venga chiesto di scrivere articoli di contenuto o significato politico. In quel caso non saprei come comportarmi, ma per quanto riguarda tutto il resto non credo che si tratti di altro che un comunissimo lavoro a cottimo.

lunedì 1 febbraio 2010

L'UMILE CRONISTA


Oggi ho rivisto Poccio, che ogni tanto capita a Verona per via del dottorato (eccetera eccetera). Abbiamo parlato di un po' di cose: soprattutto mi ha raccontato del suo viaggio in India e di quello che ha fatto alcuni anni dopo in Cina con la stessa gente. Io allora ho pensato che sarebbe una roba superlativa riuscire ad organizzare una spedizione analoga con i miei amici e visitare quei posti, ma poco dopo aver partorito l'idea mi sono reso conto di aver prodotto soltanto una modesta utopia. Lasciamoli stare Los Tamarros: ormai hanno autonomia di volo per sole 72 ore. Io poi, che dovrei lasciare a casa Emily e il pupo, sono il meno credibile.