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giovedì 18 marzo 2010

RICOVERI

Carlo è stato cautelarmente ricoverato in ospedale, perché affetto da una forma di bronchite che colpisce i neonati, chiamata bronchiolite. Non sembra una cosa molto grave, ma viene costantemente monitorato da una macchina che ne misura pressione cardiaca e saturazione dell'ossigeno. Ha passato lì le ultime due notti, con a fianco Emily.

giovedì 11 marzo 2010

domenica 28 febbraio 2010

FIRENZE

Non rapido giro di parenti, in questi giorni. In realtà i parenti che più avrei desiderato vedere - a parte la nonna, naturalmente - si sono fatti desiderare. Non gli puoi dire niente: ognuno ha la sua vita ed è giusto che sia così. Sono molto stanco della schiera familiare; spero la prossima volta di poter tornare a Firenze e piazzarmi a casa di Manetti, o da Giggi, anziché mediare tra le mie esigenze, abitudini, stranezze e quelle di mia madre. Già è faticoso il confronto con un cervello sessantenne, ma nel caso di un parente stretto che pretende di imporre la sua ospitalità, la cosa diventa uno sforzo improbo. Ovviamente non se ne parla: si tace, per rispetto, perché di ciò di cui non si deve parlare si deve tacere, ed allora l'insofferenza tracima più tardi, a pranzo - in discussioni che nel ridicolo trovano la loro forza. Povero Carletto, toccherà anche a lui.

(Fabrizio Miccoli segna un gol clamoroso in casa della juve e lo dedica agli operai di Termini Imerese. Sono contento di aver visto la Domenica Sportiva. )

martedì 16 febbraio 2010

(IN)SANA COSTITUZIONE

Dunque, svelato il mistero: sono affetto da uveite, vocabolo fino a ieri sconosciuto, riguardo al quale ora, naturalmente, so tutto (gli ignoranti potranno farsi un'idea qui:
http://www.oculistica.info/Box/uveite.htm , ammesso che interessi). Sembra una cosa piuttosto rognosa, almeno a giudicare dal tono di voce con cui l'0culista che mi ha visitato ieri e che mi visiterà anche oggi pomeriggio, mi ha prescritto altre analisi.
Carlo in compenso sta bene.

domenica 14 febbraio 2010

PER QUANDO E' TARDI

Da quando siamo tornati a casa verso le sette, Carlo sta male. Piange, urla, si dimena. Ogni tanto si calma, vinto dalla stanchezza dorme. Ma l'illusione dura poco: di nuovo si sveglia e urla, si dimena, piange. Abbiamo ballato, io e lui, ma non gli deve esser parso gran che. Non aveva mai fatto come stasera e questo un po' mi spaventa.

giovedì 21 gennaio 2010

JOHN LENNON

Quando avevo sedici anni partecipavo con una certa assiduità alle riunioni di una roba egemonizzata da Rifondazione Comunista che si chiamava "Rete dei collettivi studenteschi". Avevo i capelli lunghi, le basette e mi vestivo in modo diciamo "pittoresco". Citavo a memoria frasi di John Lennon e Paul McCartney e tutti ridevano di me. Poi - con l'inutile sostegno del collettivo politico della mia scuola - ho organizzato un cineforum su Stanley Kubrick, cercando talvolta di stimolare il dibattito. E tutti ridevano di me. Non che me ne accorgessi e continuavo le mie storie: all'epoca c'erano quei governi di Centro Sinistra molto importanti che hanno aperto il campo a diverse nefandezze, oltre che - naturalmente - bombardare Belgrado. Io sì, certamente, scendevo in piazza ad urlare la nostra contrarietà a quelle cose, ma per un bel pò fui molto occupato dalla ragazza con cui m'ero stabilmente messo e l'intensità del mio impegno diminuì non poco. Per giustificare, o anzi per rivendicare quella cosa a lungo ho ripetuto, canticchiato e scritto sui muri del Liceo Galileo di Firenze una frasettina che ora spesso mi torna in mente e dice: Life is what happens to you while you're busy making other plans

mercoledì 20 gennaio 2010

MISCELLANEA

1) Carlo ha la diarrea.

2) Mio padre è un vecchio stalinista di destra. Col mito di Togliatti, per giunta. Odia essere contraddetto, non tollera le diversità e quando ero piccolo mi portava sempre a vedere film insulsi, americani per lo più, con personaggi giovanili e donnone discinite.

3) Hegelianamente, i blog stanno diventando la preghiera mattutina dell'uomo moderno.

4) In questa terra dove ora vivo il razzismo non è certamente un elemento strisciante, ma una componente insorta al centro dell'immaginario diffuso -

sabato 16 gennaio 2010

FULL OF LIFE

Venerdì alle 16.17 è nato mio figlio. Alla nascita pesava tre chili e duecentosettanta grammi ed era alto cinquantun centimetri. Ha la carnagione chiara e probabilmente i capelli saranno biondi, come del resto sono quelli della madre. Mentre scrivo spero che stiano dormendo - il pupo ed Emily - nelle stanze dell'ospedale dove si trovano. Io sono a casa, in questa che da un mese ad oggi è la mia casa, a Verona in Vicolo San Pietro in Monastero, 4. Ho pranzato e passato metà giornata con gli amici in visita da Firenze. Montano le angosce: soprattutto mi inquietano le dosi massicce di buona volontà e il grande amore con cui i miei genitori hanno saputo condire - in simmetrica autonomia - sommi disastri, fraintendimenti e incomprensioni cui nessuno ha mai posto riparo. In effetti, non si capisce perché dovrei far diversamente, io che ancora mi rigiro tra le mani quella roba, quasi fosse la mia placenta (dico: tanto per restare in tema). Inauguro allora questo blog, perché una pratica psicoanalitica è troppo costosa, ma di una terapia ho certamente bisogno.