sabato 16 gennaio 2010
FULL OF LIFE
Venerdì alle 16.17 è nato mio figlio. Alla nascita pesava tre chili e duecentosettanta grammi ed era alto cinquantun centimetri. Ha la carnagione chiara e probabilmente i capelli saranno biondi, come del resto sono quelli della madre. Mentre scrivo spero che stiano dormendo - il pupo ed Emily - nelle stanze dell'ospedale dove si trovano. Io sono a casa, in questa che da un mese ad oggi è la mia casa, a Verona in Vicolo San Pietro in Monastero, 4. Ho pranzato e passato metà giornata con gli amici in visita da Firenze. Montano le angosce: soprattutto mi inquietano le dosi massicce di buona volontà e il grande amore con cui i miei genitori hanno saputo condire - in simmetrica autonomia - sommi disastri, fraintendimenti e incomprensioni cui nessuno ha mai posto riparo. In effetti, non si capisce perché dovrei far diversamente, io che ancora mi rigiro tra le mani quella roba, quasi fosse la mia placenta (dico: tanto per restare in tema). Inauguro allora questo blog, perché una pratica psicoanalitica è troppo costosa, ma di una terapia ho certamente bisogno.
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