giovedì 21 gennaio 2010

JOHN LENNON

Quando avevo sedici anni partecipavo con una certa assiduità alle riunioni di una roba egemonizzata da Rifondazione Comunista che si chiamava "Rete dei collettivi studenteschi". Avevo i capelli lunghi, le basette e mi vestivo in modo diciamo "pittoresco". Citavo a memoria frasi di John Lennon e Paul McCartney e tutti ridevano di me. Poi - con l'inutile sostegno del collettivo politico della mia scuola - ho organizzato un cineforum su Stanley Kubrick, cercando talvolta di stimolare il dibattito. E tutti ridevano di me. Non che me ne accorgessi e continuavo le mie storie: all'epoca c'erano quei governi di Centro Sinistra molto importanti che hanno aperto il campo a diverse nefandezze, oltre che - naturalmente - bombardare Belgrado. Io sì, certamente, scendevo in piazza ad urlare la nostra contrarietà a quelle cose, ma per un bel pò fui molto occupato dalla ragazza con cui m'ero stabilmente messo e l'intensità del mio impegno diminuì non poco. Per giustificare, o anzi per rivendicare quella cosa a lungo ho ripetuto, canticchiato e scritto sui muri del Liceo Galileo di Firenze una frasettina che ora spesso mi torna in mente e dice: Life is what happens to you while you're busy making other plans

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