sabato 20 marzo 2010

BRESAOLA

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Il glorioso Genoa è la più antica squadra italiana di cricket, ma ottenne straordinari risultati anche nel football: ad esempio nel 1898 vinse 9 scudetti in 9 settimane e mezzo incontrando in finale nell’ordine: I Vigili urbani di Zoagli, la 5^ B della scuola elementare DeAmicis di Sestri Ponente, il Dopolavoro ferroviario di Cairo Montenotte, gli Amici del clarinetto di Rapallo, i Balilla di Portoria, il Petacchi fan club di La Spezia, i Bracconieri del Bracco, la Waterpolo Pro Recco, le Zoccole di Via del Campo. Lo squadrone rossoblu era appunto stato fondato nel gennaio dello stesso anno da dieci nullafacenti inglesi e uno svizzero irritati per la temporanea chiusura dei bordelli di Via Prè (formazione tipo dei nove scudetti: Mc Belin; Lanterna, Gabibb I, Bagash II, Bacic (serbo naturalizzato inglese), Bagash III; Carrugi (detto Cavallopazzo), Seghepenson, Gabibb II, Panzoetti (svizzero dell’Engadina), Bagash I.). Il 14-0 inflitto alla 5^b passò alla storia come il Pesto alla genovese e segnò l’inizio della leggenda genoana, interrotta però l’anno seguente dall’avvento di club potentissimi come la Novese e il Casale che – come ricorda Tiziano Barretti Bondini nel suo “Storia del Genoa e altre amenità” (816 volumi) – disponevano di un budget esorbitante e galattico (oltre 50 polli e 30 sculli). Il Genoa visse perciò un periodo di leggero appannamento durato poco meno di un secolo fin quando la cordata Willy Wonka- Mangiafuoco-Mattel non riportò lo squadrone rossoblu agli antichi splendori. Artefici primi della rinascita furono certamente il trainer fantasmatico Casperini e il rappresentativo capitano, il geom. Mario Rossi: grazie a loro il Genoa cricket and football club arrivò a sfiorare la Cempionlì, sottrattagli dal morso mortifero del principe Dràcoca. Ma ora, grazie alla presenza esorcistica di Amelia lastregacheammalia, nuovi radiosi orizzonti si aprono, almeno fino alle 18...

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